novinarstvo s potpisom

Milan Rakovac
Giacomo Scotti, prijatelj, kolega, sumišljenik, Mediteranac koji čvrsto drži timun bracere, falkuše, ”Galeba”, ploveći na valu jednog i jedinstvenog prethistorijskog i historijskog sjećanja čovjeka Mediterana na vlastite jedne iste korijene iz pradoba, prije nastanka velikih država i religija.
Giacomo sažima našu svekolikost u pjesmi:
Istarske žene
Kozjim stazama silaze
s krša k moru.
Uspravne idu i svečane
u nizu, nijeme,
u dugoj crnoj odjeći,
bijelih lica,
bosih nogu,
a crne im se na glavi marame.
Hodaju polako
u nizu, crne
točke u nizu
na bijelim stijenama krasa.
One su sjeverno zviježđe
ove sažgane planete.
***
Kao i u ovoj knjizi faction proze:
Scotti o Flegu, che noi muli de drio l’arena lo ricordemo volentieri come un pare della convivenssa serenissima e fratelanssa antifascista:
Quando faceva il cronista, con me, Radin, Farina e Mesulich, se non sbaglio, Flego frequentava tutte le riunioni o assemblee rionali che duravano anche sette ore. Annotava tutto e i suoi articoli raggiungevano lunghezze chilometriche, come si usava dire in gergo professionale, sicché bisognava accorciarli. Il guaio è che prima di battere a macchina i suoi testi – Farina lo ricordava spesso – li scriveva a penna, dettandoseli e commentandoli ad alta voce. Urlava addirittura: Eh no questa ve la metto! … E questa pure! Chi vi pare di essere? Voi vi farete le piscine con i pesciolini rossi, mentre non c´è produzione di pomodori? Dopo un pugno sul tavolo, tornava a urlare scrivendo e , spruzzando saliva: Ah, volete un bar notturno per divertirvi? Borghesi! Grande, indimenticabile Flego!
Predrag Matvejević: Giacomo naviga dall’ Adriatico agli oceani con la sicurezza di un capitano che conosce ogni scoglio, ogni vento, ogni corrente; ha una propria bussola che lo accompagna e un proprio timone al quale si apoggia pur non avendo preso in mano il timone di un veliero transoceanico né aver comandato una nave…
Giacomo Scotti sažima njegovo antičko junaštvo:
Nel luglio il nome di Bruno Flego divenne celebre per una indagine giornalistica che lo trasformò involontariamente in poliziotto… Di fronte alla gravità della situazione, il mattino del 10 luglio 1946 la redazione de ‘Il Nostro Giornale’ decise di impedire la tragedia che stava per abbattersi sulla nostra città. Di che si trattava? Un operario, Augusto Cella, è stato assassinato da ignoti, ma il giornale ‘L’Arena di Pola’, all’epoca diretto da Guido Miglia, scrive che il Cella è stato ‘vittima della barbarie anti-italiana che ha infettato la città’. A quel punto ‘Il Nostro Giornale’ incarica Flego di far luce sull’accaduto, e Bruno, lavorando per tutto il giorno ed anche la notte successiva, scopre l’assassino. La sera dell’11 luglio, dopo aver denunciato alla polizia del GMA il colpevole, e dopo che l’assassino è arrestato dalla polizia, Flego raggiunge di corsa la redazione e detta il testo delle sue indagini. Così il castello di carta costruito dagli avversari del Fronte Popolare crolla. Gli inglesi, gente pratica, offrirono addirittura a Flego il grado di ispettore di polizia. Bruno respinse categoricamente l’offerta, preferendo continuare la carriera di giornalista…
Bruno Flego, radnik kroničar, dodao bih i radnik ratnik, s ovim čistim zapisima Giacoma Scottija, staje na uzvišeno mjesto u historiji Pule, Istre, Jadrana, Mediterana, Europe.
A dodatan duboki naklon, ne samo moj, Scotti zaslužuje dvojezištvom ovog djela i već time održava i razvija narečenu mediteransku jednost i jedinstvenost čovjeka od Ponenta do Levanta. Kao i u bezbroju svojih djela, žurnalističkih, publicističkih, književnih – u poeziji i prozi, dajući snažan doprinos neminovnom ukriženju znanosti i umjetnosti i života…
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